Un lavoratore può essere sostituito dall’Intelligenza Artificiale? Ebbene sì!
Per la prima volta un Giudice in Italia ha riconosciuto la legittimità del licenziamento intimato da un’azienda che si occupa di cybersecurity, nei confronti di una graphic designerper “giustificato motivo oggettivo”, nell’ambito di una riorganizzazione aziendale in cui strumenti di Intelligenza Artificiale hanno contribuito a rendere superflua la sua posizione lavorativa.
i presupposti del licenziamento per motivi economici
Ogni azienda deve rispettare alcune regole per licenziare legittimamente un lavoratore adducendo motivi di natura economica:
- reali esigenze economico – organizzative
- che la perdita del posto di lavoro sia una conseguenza inevitabile della riorganizzazione aziendale
- impossibilità di ricollocare il lavoratore in altra mansione, anche inferiore, il c.d. obbligo di repechage
Di licenziamento per motivi economici ne parliamo in modo più approfondito qui
La prima sentenza in Italia su lavoro e A.I.
Nel caso della graphic designer affrontato dal Tribunale di Roma, il licenziamento è stato dichiarato legittimo perchè l’Intelligenza Artificiale ritenuta una nuova tecnologia che può essere utilizzata per ridurre i costi nell’ambito di una più ampia riorganizzazione aziendale.
Nella sentenza si legge l’Intelligenza Artificale non è stata l’unica e autonoma causa del licenziamento della lavoratrice, ma solo uno degli strumenti attraverso cui l’impresa ha reso più efficiente la propria struttura, così riorganizzandosi in modo da ridurre i costi di gestione e rendere giustificato il licenziamento.
Dunque per la prima volta interviene nel diritto del lavoro l’Intelligenza Artificiale, sulla cui applicazione occorre evidentemente iniziare a porsi alcune domande, quantomeno per evitare che lo sviluppo tecnologico provochi ingiuste ricadute sociali.

