Nel giorno del Santo Patrono il datore di lavoro può obbligarti a lavorare?
La legge prevede 11 festività civili e religiose, corrispondenti ai giorni indicati in rosso sul calendario (diversi dalla domenica).
In queste giornate, compresa quella del Santo Patrono del Comune in cui si trova il luogo di lavoro, ai dipendenti spetta il diritto di astensione dal lavoro, mantenendo contestualmente il diritto a percepire la retribuzione.
È possibile accordarsi col datore e svolgere attività lavorativa anche nei giorni festivi, ma in questo caso il lavoratore ha diritto ad una maggiorazione, solitamente prevista dal contratto collettivo.
Il datore di lavoro può quindi chiedere di svolgere la prestazione lavorativa in presenza di esigenze aziendali concrete e il dipendente può legittimamente rifiutare di lavorare in un giorno festivo, quando ricorra una di queste condizioni:
1. se non ha sottoscritto obblighi particolari nel contratto individuale;
2. se il CCNL non impone il lavoro festivo;
3. se non sussistono reali esigenze organizzative documentabili da parte dell’azienda
In queste situazioni prevale quindi il diritto al riposo del lavoratore costituzionalmente garantito e il rifiuto a svolgere l’attività lavorativa non può essere sanzionato disciplinarmente.
Al contrario, se esistono obblighi contrattuali o reali esigenze produttive, il rifiuto può essere considerato ingiustificato.

