Nel panorama normativo italiano, la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori si articola in due fattispecie principali: l’infortunio sul lavoro e la malattia professionale.
Sebbene entrambe le situazioni garantiscano prestazioni assicurative erogate dall’INAIL, presentano differenze in relazione alla loro definizione, modalità di insorgenza e, soprattutto, alla ripartizione dell’onere della prova per poter essere destinatari dei benefici economici che questi istituti comportano.
Le distinzioni fondamentali tra infortunio sul lavoro e malattia professionale riguardano l’elemento causale e temporale.
Infortunio sul lavoro
L’infortunio sul lavoro deriva da un evento provocato da una causa violenta, in occasione del lavoro, che può provocare la morte, un’inabilità permanente (totale o parziale), o un’inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per un periodo superiore a tre giorni.
Gli elementi caratterizzanti l’infortunio sul lavoro sono quindi:
- Causa violenta: Un fattore esterno, rapido e intenso che agisce sull’organismo del lavoratore, causando danno.
- Occasione di lavoro: Esiste un nesso causale, anche indiretto, tra l’attività lavorativa e l’evento lesivo. L’incidente non deve necessariamente verificarsi durante l’espletamento delle mansioni, ma deve essere connesso ai rischi specifici della professione o a rischi generali aggravati dal lavoro stesso.
Il D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo Unico) è la fonte primaria che regola l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, definendo le prestazioni, i soggetti assicurati e gli obblighi del datore di lavoro.
Malattia professionale
La malattia professionale invece si manifesta come un’alterazione dello stato psicofisico del lavoratore causata da un’esposizione prolungata e graduale a fattori di rischio presenti nell’ambiente lavorativo. Contrariamente all’infortunio, la malattia professionale si sviluppa lentamente, come effetto di un’azione progressiva di agenti patogeni.
La disciplina delle malattie professionali è regolata principalmente dal Decreto Legislativo del 23 febbraio 2000, n. 38 che ha introdotto una riforma significativa, istituendo l’indennizzo per il danno biologico, definito come la lesione all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di valutazione medico-legale. Inoltre, ha stabilito nuove modalità di liquidazione delle prestazioni, che si basano sulla percentuale di menomazione accertata.
Onere della prova
Uno degli aspetti più marcati che distingue le malattie professionali e l’infortunio sul lavoro è ciò che deve dimostrare il lavoratore per ottenere il risarcimento.
Per le malattie, bisogna distinguere tra malattie tabellate e non tabellate.
Le malattie tabellate sono quelle incluse nelle tabelle ministeriali, che associano una determinata patologia a specifiche lavorazioni o agenti patogeni. Per queste malattie lavoratore è tenuto a provare solo:
- Di essere affetto dalla patologia indicata nella tabella.
- Di essere stato adibito alla lavorazione tabellata o esposto all’agente patogeno previsto.
Una volta fornita questa prova, il nesso di causalità tra la lavorazione e la malattia si considera dimostrato per legge.
In questi casi sarà l’INAIL a dover dimostrare che la malattia sia derivata da una causa extralavorativa esclusiva.
Per le malattie non incluse nelle tabelle ministeriali, l’onere della prova è integralmente a carico del lavoratore. In questo caso, il lavoratore dovrà dimostrare:
- L’esistenza della malattia.
- L’esposizione a un rischio specifico nell’ambiente di lavoro.
- Il nesso causale tra l’esposizione al rischio e l’insorgenza della patologia.
In caso di infortunio sul lavoro, invece è necessario provare il fatto, il danno e il nesso causale, senza alcuna questione attinente all’esposizione al rischio connessa alla mansione.
Conclusioni
La distinzione tra infortunio sul lavoro e malattia professionale è cruciale per la corretta applicazione delle normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto in tema di onere della prova da raggiungere per poter ottenere un beneficio economico.
L’orientamento legislativo ha cercato di stabilire un equilibrio tra le tutele fornite e la responsabilità delle parti coinvolte. In questo contesto, un’accurata comprensione dell’onere della prova e delle modalità di liquidazione delle prestazioni è fondamentale per garantire il giusto risarcimento in caso di infortuni o malattie derivanti dall’attività lavorativa.

